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Il mio cuore

Ho un cuore vagabondo da sempre innamorato e non la smette mai.

Mi ricordo di te le mani nere del tuo lavoro e lo sguardo da sotto il balcone, volevi far con me le cose dei grandi.

All’uscita di scuola quel ragazzino con il nome antico, nessuna parola solo un lento nel buio della stanza.

E poi arrivasti tu come il destino, qualcosa che doveva accadere.

Da un gioco di ragazzi, nasce e cresce un sentimento, sempre più forte, la passione che trascina e coinvolge. I sensi senza più freni, siamo una cosa sola. Gelosia ed ossessione, un tarlo che corrode l’animo. Quei ragazzi che eravamo noi, non ci sono più. Quella favola bella che ci illuse ,che ancora ci illude..,pezzi di foto e di cuore e nulla più.

Ma il cuore è sempre in pista e nella sua folle corsa ti trascina dove vuole.Ti apre spiragli di luce, ti dà quel senso di pace, di casa e ti acquieta.

Ma come si fa a far tacere un cuore?lui riprende i suoi giri , compie passi falsi, si butta in situazioni perigliose, ma sa quando fermarsi. Mille occhi, mille sguardi ma il cuore fa il suo mestiere.

Ci son cuori che battono da lontano, che di notte pulsano tra la coperta ed il cuscino, poveri cuori stracciati! ho provato a rattoppare il cuore, ma intero come prima non ritorna più, i suoi buchi son cicatrici, sanguina quando gli occhi lacrimano.

Batte forte al suono dei ricordi, medicine a volte amare, sciroppi dolci come rosse ciliegie.

nell’immagine: foto di Antonio Tafuro

Pubblicato inAmore

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