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Il Diavolo e la Capra, ovvero, il vecchio e la bambina

 

Se ne stava sempre li, seduto nel suo terrazzo a guardare chi passava e la sua condizione di invalido di guerra, lo costringeva a osservare anche chi lo infastidiva.
Era costretto su una sedia; al massimo, poteva alzarsi appoggiandosi ad un bastone e le sue giornate diventavano infinite. Era tornato così dalla guerra, ridotto ad un peso per la famiglia che pure lo amava e lo curava.
Il suo carattere ne aveva risentito moltissimo e non riusciva più a guardare con affettività, il mondo che lo circondava.
Quella bambina troppo allegra e vivace gli ricordava tanto la sua infanzia e la sua vista, era motivo di rimpianto ma anche di rabbia trattenuta.
Forse temeva per lei e quelle corse folli, che a lei piacevano tanto, per lui erano una tortura continua.
Angela intuiva che quell’uomo era infastidito quando lei, giocando, si lasciava andare a certe manifestazioni di gioia come ridere o cantare e per dispetto glielo faceva apposta. Nel torrente, tra le ginestre spontanee e i massi delle rampe, lei si cimentava in salti acrobatici e lui, senza ritegno la chiamava Capra. Angela non era il tipo che incassava facilmente e lo ricambiò chiamandolo Diavolo. Così lo vedeva la bambina; un diavolo, con i capelli bianchi e le folte sopracciglia nere, che non apprezzava la sua vitalità e la sua voglia di giocare.
La cose si complicarono quando il figlio del Diavolo s’innamorò della sorella della Capra e i due fidanzati si misero d’accordo per stabilire una tregua tra i due . Angela promise che non lo avrebbe più provocato e lui s’impegnò a non farci caso.
Facile a dirsi…Angela continuò a divertirsi e a giocare alla sua maniera e il Diavolo non mantenne la promessa fatta, anzi si accanì a volerla riprendere, spingendosi a chiamare a gran voce la giovane nuora:- “Chiama quella capra di tua sorella” Le gridò; – “ Prima o poi, si ammazza”! Che vergogna per la fidanzata del figlio del diavolo. Come poteva raddrizzare quella capra scatenata? Si tenne un consulto d’urgenza tra le due parti e si decise, all’unanimità, che Angela doveva essere rieducata e punita.
La chiusero in casa e decisero che per uscire doveva chiedere il permesso.

Non si fanno patti a danno dei bambini; non fateli mai. I bambini non dimenticano e… si sanno vendicare. Angela era minuta ma agilissima, in quello il Diavolo aveva visto giusto; si calò dal balcone della sua cameretta sul tetto della cucina di sua zia e in un minuto fu libera come l’aria, ma era stata umiliata e non poteva sopportarlo; il Diavolo doveva pagare per quello che aveva fatto! Raccolse facilmente due belle manciate di sassi e si piazzò di fronte al terrazzo dove il nemico era di vedetta, poi mise in atto la sua strategia. Lo chiamò a gran voce e cominciò a tirare sassi.
Anna si vendicò, come fanno i bambini quando vengono offesi nella loro gioia di vivere e si fermò solo quando lo costrinse a dire:- “ Basta ! Non ti darò più fastidio, gioca come vuoi”!

la foto di copertina è di Letizia Battaglia

Pubblicato inGenerale

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