CONTAME IL TEMPO DEL CORONAVIRUS
Eccoci pronti.
Il tenente Drogo è appena salito sugli spalti.
Non si vede ancora nulla, ma i Tartari arriveranno.
Lo sappiamo, anche se non conosciamo il momento. Questa è la Versilia, il 10 marzo del 2020.
Alcuni milanesi erano già qui prima della chiusura in grande stile. I più ricchi, perché se è vero che il virus non fa democraticamente distinzione tra i ceti sociali, è altrettanto vero che le notizie sui virus arrivano prima a chi ha gli agganci giusti.
In questo giorni, comunque, stanno arrivando molti altri affaristi dal nord; quelli che fino a ieri hanno preferito star dietro ai lori “bisnes”, ma poi hanno deciso di scappare in Versilia, dato che la “situescion” è cambiata.
In pratica, ora loro si sentono in salvo (e non è vero), mentre noi stiamo aspettando l’arrivo dei tartari, anche se sappiamo per vederli dovremo usare il microscopio e non il binocolo.
Qualche avanguardia dell’esercito nemico l’abbiamo vista, ma il grosso arriverà nei prossimi quindici giorni.
E se le persone non impareranno a rispettare le indicazioni governative sarà davvero una Caporetto.
Qualcuno dovrebbe spiegar loro, ancora più chiaramente, che questo tipo di tartari non ama far prigionieri.
Allora, meglio l’auto-reclusione che la “fucilazione”.
nell’immagine: una scena del film I tartari con Orson Welles e Victor Mature (1961)


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