Siamo gocce dello stesso mare,
Cellule differenti, anime speculari.
C’incontriamo nel pulviscolo del tempo,
A volte ci scontriamo, inconsapevoli
Della nostra stessa origine.
Persi in un cosmo che non ci contiene,
Che, indifferente, continua a vorticare,
Siamo stelle vaganti, intrisi di magie,
Fagocitiamo vita, trasudiamo dolori.
Nel bagaglio di tempo che ci appartiene
Potremmo diventare tutto e nulla,
Anonimi o celebri accattoni,
Personaggi che aspirano all’eternità,
Poveri di desideri semplici,
Di amori disinteressati,
Di fragilità che ci rendono umani.
Gocce che potrebbero dissetare,
Dar sollievo all’arsura.
Lacrime in sospeso tra la gioia e l’inganno.
Cadiamo come pioggia, bagniamo suoli aridi,
Sacrifichiamo troppi sentimenti,
Attenti come siamo a non svelarci mai.
Il fuoco ci consuma,
La guerra ci annienta.
Tra tante gocce sperse sotto il cielo
potremmo diventare laghi, mari,
Ma noi ci annulliamo in gocce solitarie,
Minuscole, come le lacrime, evaporate
Sotto un sole inclemente,
Troppo egoisti per diventare pianto,
Poco generosi per dissetare un fiore.
A.S
Gocce
Pubblicato inDonne


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