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Fuga dalla città

E se scappassi domattina col favore del buio pesto, prima delle cinque? Mi butto addosso il mio cappotto, prendo la valigia piena dell’essenziale.
Niente navigatore la strada è lunga, attraverserò paesi e città. Dal finestrino all’improvviso la striscia azzurra del mare, ma ho ancora tanta strada da fare. L’auto asseconda i miei pensieri, accelera il ritmo del mio cuore. Batte in testa il motore, faccio una sosta per una boccata d’aria fresca, mando giù un caffè caldo, scambiando un sorriso col cameriere. Ha una testa mora piena di riccioli e il volto bello sembra dipinto da un pittore. Se avessi vent’anni mi fermerei a parlare con lui fino a quando si convincesse a partire con me. Ma non ho più vent’anni e devo continuare il mio viaggio. Salto in macchina e imbocco di nuovo l’autostrada. L’auto ruggisce e va spedita mentre seguo la costa. È giorno ormai, il mare luccica sotto il sole e mi manda il suo richiamo. Mi aspettano la mia torre merlata, le cabine bianche e blu, le voci dei pescatori che cuciono le reti, un gabbiano che si alza in volo. E quella costa rocciosa e selvaggia, le spiagge di sabbia chiara e fina disseminate di conchiglie che il mare ha portato e lasciato lì. Tra la sabbia cespugli di rigogliosi fiori bianchi, i gigli di mare cresciuti tra le dune. Al di là della spiaggia si profila la città vecchia, le case bianche addossate le une alle altre un presepio affacciato sul Mare. È un luogo di emozioni pure, di semplicità e di bellezza antica. Angeli e madonne nelle stradine, nei cortili tra i panni stesi dove entra sempre il sole .

Pubblicato inLuoghi del Cuore

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