ESTATE 2020.
Pensavo che una fortuna così non potrà riaccadere mai più.
Ho due figli piccoli, un marito, un lavoro, una casa e un cane. Una vita tranquilla, ordinaria. Due volte settimana nuoto bimbi, il lunedì sera lo sport del marito, il mercoledì il nostro programma tv preferito, il giovedì cineforum con le amiche, week-end coi nonni o con gli amici e poi ricomincia la settimana. Solite cose, solite preoccupazioni… la raccolta fondi per la scuola, la recita di Natale, la spesa, i regali delle varie festicciole, la comunicazione sulla pediculosi dalla scuola…lo shampoo in farmacia per prevenire la pediculosi.
Ad un certo punto la frenesia della nostra vita quotidiana ha avuto una brusca pausa, senza preavviso, senza chiedere il permesso.
Le auto sono state messe in pausa, niente più sveglie al mattino a più riprese perché non riuscivamo a svegliarci e fare tutto in tempo prima della scuola o del lavoro. Niente più routine quotidiana o settimanale… abbiamo dovuto riscoprirci famiglia, tutti insieme sotto lo stesso tetto ad ogni ora del giorno e della notte, ogni giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese.
Tanto tanto tempo. Abbiamo vissuto una dilatazione del tempo che non sapevamo gestire, incasellare. Tanto tempo da gestire senza più lavoro, scuola, sport, parenti o amici.
Che fortuna!
Che magnifica esperienza, straordinario avere avuto la fortuna di passare così tanto tempo assieme per annoiarci, per pensare a cosa poter fare a casa o non fare. La necessità di continuare a fare i compiti, la voglia e la motivazione che cambia. Vedo tutto ora a distanza di mesi e mesi di distanziamento sociale.
La voglia (a suon di musica ad alto volume) di non far pesare ai bimbi la grossa preoccupazione che attanagliava la tv ad ogni secondo con il solito monotono argomento… e il silenzio.
Silenzio delle strade, dei luoghi. Quarantena.
Per noi è stato un prezioso momento passato a fare pic-nic in giardino, giorno dopo giorno pranzi sotto gli alberi, giochi all’aria aperta del nostro magnifico e riscoperto giardino. Abbiamo scoperto un luogo magico, intimo, piacevole pieno di cinguettii e risate. Abbiamo usato quell’aquilone comprato al mare e mai usato, rispolverato una vecchia amaca, costruito piccole grandi cose con quello che avevamo in garage. Abbiamo seminato qualsiasi cosa e qualsiasi cosa è nata e cresciuta e ha prosperato in tutta questa mite, perfetta estate.
Stiamo facendo tantissima passata di pomodoro, stiamo riempiendo il freezer con le verdure seminate a marzo. Le zucche non sono mai state così grandi, l’uva mangiata fino a scoppiare, succosa e profumata. Abbiamo riscoperto le nostre città, le più vicine che non abbiamo mai notato, le più lontane che abbiamo sempre voluto vedere.
Faceva caldo ma non lo abbiamo notato perché eravamo felici e stavamo facendo qualcosa insieme. I pomeriggi passati nella piccola piscina dei bambini, le notti passate a leggere tutti i libri che non ho avuto tempo di leggere da quando sono diventata mamma a tempo pieno.
La nuova routine è diventata prendersi cura di quel giardino che tanto ci ha permesso di star bene in questi mesi.
Potevamo fare tante cose in questa estate ma abbiamo deciso di restare positivi, di non andare in luoghi così affollati, di non andare nei soliti posti frequentati ogni anno. Abbiamo deciso di fare cose diverse come diverso è stato l’approccio a questo anno unico e irripetibile.
L’estate sta finendo, ci sta regalando le ultime calde giornate.
Nell’aria si sente il caldo profumo di grano maturo, di polvere e di terra secca.
Quest’anno non ci saranno i soliti eventi a scandire il tempo prima dell’inizio della scuola, eventi che vivo da vent’anni e senza ai quali farò fatica ad orientarmi. L’aromatico profumo della campagna dove l’uva matura rilascia il suo dolce odore, il caldo sole maturo di fine estate, le sere che iniziano a rinfrescare la terra.
L’odore di frutta matura, di bucce di mela fermentate… queste cose non cambieranno mai e mai come quest’anno un ritorno alla terra e al suo ritmo è stato indispensabile.
nell’immagine: Verona, estate 2020, foto di Marilla Lovato


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