Corre la strada.
È appena piovuto: l’asfalto è bagnato, il cielo plumbeo, ma raggi di sole irrompono a singhiozzo, e a ventaglio.
L’auto procede dritta, i miei pensieri invece incrociano emozioni vissute, da togliere il fiato.
Alberi lungo il ciglio volano veloci, come allora, quando rientravo, dopo una lunga vacanza, e già sentivo l’odore di casa. L’odore fresco nella calura estiva, che mai potrò dimenticare.
Eppure mi sento dissociata: la stessa direzione, ma due tempi, spezzati da laceranti addii, due vite.
La route umida incalza, vorrebbe accompagnarmi là, al mio rifugio di affetti, ma il cielo non ha più lo stesso colore di allora. Smentisce la nostalgia.
Mangiare le nuvole a pecorelle, dopo la pioggia, era gustare creme ai lamponi e al pistacchio. Ora è deglutire bocconi amari, belli a vedersi ma insipidi all’assaggio.
Sotto gli stessi platani, un déjà vu sono gli anni trascorsi, inconsistenti e molli. Dorati, poi argentatati, ora bronzei.
Tra i raggi una corsa contro il tempo, ma buttare fuori i bagagli dai finestrini è l’unico percorso possibile.
Da “I diari di Vally , 28 maggio 2022” .
Nell’ immagine: foto dal web


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