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De bello gallico

Carla mi ha fatto ricordare le versioni di latino…

De bello gallico: perché lo hai scritto Cesare?
Le versioni di latino, che cruccio che pianti!

Quella prof., dall’aspetto truce, portava negli anni ’80 pantaloni a zampa di velluto, del colore della nocciolina, una maglia blu, e zeppe, come negli anni’ 70. Non l’ho mai vista con un abito diverso.
Una scura e ricca linea nera sugli occhi. Capelli brizzolati, raccolti.

Rosa-rosae (nemmeno il T9 me le dà queste parole, ormai!), lupus-lupi, sum-es- fui-esse.
La grammatica la sapevo a memoria.

Non c’era modo, con lei, di sgarrare!
Paura a guardarla, impossibile penetrarla.
Ma ce l’aveva un’anima?
Beh, sì, a volte sorrideva, e sembrava quasi tenera.

Tenera o…
Ma perché aveva chiesto a Lucia, la mia compagna di classe (capelli cortissimi e biondi, treccina lunga a parte, stravivace, la prima a fare sesso), in cosa assomigliasse alla Lucia del Manzoni?
Ero scioccata, e lo dissi anche ai miei genitori. Meglio riderci su, dissero.

E poi, l’incubo: le capitali di ogni Stato a memoria!
Io ed Elena, scarse entrambe in geografia, di fronte ad una carta geografica a cercare disperatamente la capitale della Turchia.
Occhi sbarrati, a guardarci imbarazzate.

No, non c’era scampo con lei.

Attilio Regolo e Scipione l’Africano: quattro volte fui interrogata in storia, a bruciapelo… Famigerate Guerre puniche! Colpa di Didone ed Enea.

Ho imparato una cosa importantissima, però, dopo la doppia croce rossa, che non ho dimenticato: mai la virgola, dopo il soggetto!!

Ebbene, la severità era all’ordine del giorno.
E non solo con lei, la prof. degli anni ’70 negli anni ’80.

Ma queste sono altre storie…

Immagine dal web

Pubblicato inDonne

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