Affido alla memoria
i miei bisogni di pace
dopo certi istanti
dopo certi giorni
dei miei inutili a volte
stolti e distorti pensieri
Lei sa come fare
per scendere giù
nei meandri più nascosti
e ritrovare un sorriso
un gesto inaspettato
una parola muta
magari detta con lo sguardo
e che sguardo poi mi dico
al sovvenire del ricordo
Poi
quando il fuoco eterno
del mio petto si placa
che tanto mai si spegne
una coltre di bene l’ammanta
e vorrei abbracciare il mondo
Vorrei prendere in braccio mia figlia
e tenerla addosso senza mai stancarmi
portarla nel cuore e ballare insieme
saltarci addosso e ridere
senza smettere mai
Prendere tra le mani
un volto di donna
ma non un volto qualunque
un volto che è amore ad ogni sguardo
sussurrargli ti amo senza dire una parola
con gli occhi soltanto
e restare così
immobili a guardarci
(la foto è di Flavio Scarpacci)


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