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Compagni di scuola

È molto duro questo tempo.
Si devono delimitare i confini, scansare i pericoli, accorciare i tempi.
Guardo i “miei ragazzi”: hanno il sorriso sulle labbra nonostante tutto.
Mitigato dalla spensieratezza, che esplode inevitabilmente alla loro età, il vuoto che li circonda si fa da parte per lasciare spazio, ancora, alla gioia.

Sono bravi questi giovani, ma hanno dalla loro la breve memoria e abitudini non sedimentate.
Memoria che a me, invece, non dà molta tregua. Quella dei tempi in cui non ci si doveva preoccupare della distanza, della pulizia del banco, di non scambiare con il compagno la penna o il quaderno.
Se il libro si dimenticava a casa, si condividevano le pagine, gli appunti, le sottolineature…

Insomma, si rischia che nell’oblio cada una delle finalità principali della scuola: la collaborazione.
Per condividere, aiutarsi, studiare insieme, lavorare in gruppo.

Sono bravi, ma c’è anche chi rischia di non farcela.
Colei che sempre contava sull’appoggio dell’amica e su un tempo aggiuntivo (quando i compiti non finivano subito in quarantena), per concludere le verifiche, ce la farà? Lei, che più degli altri si ripara dal rischio, comportandosi proprio come una adulta, riuscirà a cavarsela?

Mi consolo, solo un po’, pensando che per tutti noi è esistito un episodio, un momento, un periodo che ci ha fatto crescere in fretta, e da quello, più o meno ammaccati, siamo usciti.

Pubblicato inGenerale

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