Come sempre, associo gli odori ai ricordi.
Un vizio che non riesco a smettere.
Cercava sempre di scappare via, la parola bagno per lei era un castigo, l’imposizione del volere altrui, una faccenda che considerava come una perdita di tempo. L’unica cosa che amava di quel rito settimanale era la meravigliosa e profumatissima nuvola di borotalco. La minuziosa pazienza che la mamma ci metteva nel distribuirlo sulla sua pelle, intervallando baci e coccole.
La grande vasca di zinco troneggiava nell’ampia cucina, intanto, nel pentolone apposito l’acqua fumava, caldissima. Sulla spalliera della sedia messa in prossimità dei fornelli accesi, (affinchè gli asciagamani si scaldassero) stavano appoggiati altri oggetti utili al bagno.
Saponetta profumata, sciampo, spazzoletta per le unghie, pettine largo. Tutto a portata di mano, pronto all’uso. Mancava solo lei, la piccola disperazione della mamma. Scappava giù dai nonni oppure si nascondeva per sfuggire il supplizio. Quando alfine si arrendeva cominciava la beatitudine.
Ecco perchè amo la grande vasca di adesso, quel meraviglioso senso di abbandono in quell’acqua caldissima. E’ un piacere a cui non rinuncio, la beatitudine che torna, l’infanzia che fa capolino. Manca la nuvola che sapeva creare lei, quel suo tocco delicato tra un bacio e l’altro, la grande salviettona con cui mi avvolgeva e quel fantastico odore di borotalco nell’aria.
Sono ricordi lontani e consolatori, attimi che tornano in momenti impensati, volti che non possiamo dimenticare, odori che abbiamo conosciuto, memorizzato e che ci accompagneranno sempre.


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