Ritorna l’eco divino delle scale lunghe, coperte da un tappeto rosso porpora, con la ringhiera d’ottone.
In punta di piedi, per non disturbarci a vicenda, noi sorelle le scorrevamo, ma poi un tonfo: una di noi era caduta!
Eccola quella porta, lungo la scala, dietro la quale tu, in silenzio, immersa nei tuoi studi, sotto i baffi ridevi delle nostre cadute, di sorelle meno leggere, meno aggraziate.
Poi sei caduta tu, inciampando in un altro gradino.
Era il primo giorno del Nuovo Anno.
Senza di te.
Una passeggiata infinita dalla tua casa alla mia casa, una notte.
Una marcia, lungo la strada bagnata, che cantava la tua vita.
Eri un fuscello, e sei volata nel vento.
Anna
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