Le parole che come sentenze colorate
Nell’imbrunire della sera
Lasciano una striscia rossastra nel cielo
Non dicono mai nulla
Sul silenzio dei miei giorni.
Le parole che sono per te il martello
Per me sono i buchi
di un formaggio per topi
E aspetto che il topo arrivi
Che divori tutto e mi lasci i miei buchi.
Non ho parole, non ho nulla da dire e quello che non dico lo dico bene
Dovrebbe essere vietato riempire quei suoni con diversi colori.
Aspetto il topo, che divorerà il formaggio
e lascerà i miei buchi.
So che verrà quando sarò da un’altra parte
Verrà per farsi sentire, per farsi notare
Per divorare il formaggio
E lasciarmi i miei buchi.
Mi aspetterà, fino a quando sarò lì
Con lui, lui verrà e libererà i miei buchi.
Libererà i miei buchi, piantandoli sul pavimento
Dove cresceranno sempre di più ,ogni giorno.
Avrò piante di buchi da farti amare, cara.
Avrò buchi da coltivare per vincere i miei giorni
Dovrebbe essere vietato riempire quei buchi con diversi rumori.
foto di Antonio Tafuro


Ritornano spesso i topi, nei tuoi racconti…
Lasciano buchi, restano buchi, è vero, null’altro…
Mi piace anche la tua vena artistica triste e malinconica.